Home at Sea with Cedric Dasesson


If someone asked me what is my house, I would simply respond that it's the sea. It’s the only place where I feel me at home.

I am an Italian photographer. I live on an island that, in summer, is a destination for tourists and vacationers coming from every part of the world. But when winter comes, the island is closed in its lethargy and disappears from everyone's thoughts. It’s name is Sardinia.

About two years ago, I started to go around the entire island, with the hope that the winter, too, could give meaning to this land. I travel coast to coast; I sometimes am cut by the wind; I sometimes take shelter from it, but I never stop pursuing the transformation it creates. I want to understand why the rocks take on a certain form on every beach, why the sea takes certain likeness and certain colors. My camera has only a role of documentation, a kind of catalog I use to bring out the strength and the words of the sea.

Today, I want to take your mind to the east coast of this island, to a place that is called Costa Rei. It is a place where I feel free from all worries. This is my home. This is the place where you can find me when the sea is stormy. This is the space that I will never stop exploring. We're talking about 20 kilometers of beach, and every kilometer changes in its shape and color and rock.

It is the sea that I focus on today, with much wind and waves, not so high, but building beautiful geometric figures. Each one of them is different—never the same movement. I catalog this, and also the endless expanse of sand that flattens the beach. The endless expanse sky with all its blue in motion.

In winter, we still find kiosks built from last summer, ready for the one who will arrive, next. I take shelter in one of these to observe the sea from afar, then I rejoin, and the closer I am, the more the smell of the salt comes to me. I reach the waterline, and I feel me, almost, as if I were the only human to admire a similar show.

I leave, carrying respect for the nature that was my company today, that will continue to change shape every day, but will never again have the identical pattern of today’s story. And I will not forget easily.

[Italian]

Se qualcuno mi chiedesse quale sia casa mia gli risponderei semplicemente che è il mare. È l’unico posto dove mi sento a casa.

Sono un fotografo italiano, vivo in un’isola che d’estate è meta di vacanze per turisti provenienti da ogni parte del mondo, ma quando arriva l’inverno si chiude nel suo letargo e scompare dal pensiero di tutti. Il suo nome è la Sardegna.

Ho iniziato circa due anni fa a girare l’intera isola, con la speranza che anche l’inverno potesse dare un significato a questa terra. Di costa in costa viaggio, alle volte sego il vento, alle volte mi riparo da esso, ma non smetto mai di inseguire la sua trasformazione.

Mi piace capire come mai le rocce assumano una determinata forma in ogni spiaggia, come mai il mare assuma certe sembianze e certi colori. La mia macchina fotografica ha solo un ruolo di “documentazione”; una sorta di catalogo da dove tirar fuori la forza e le parole del mare.

Oggi ho voglia di prendere la vostra testa e portarla sulla costa est di quest’isola in un luogo che è chiamato Costa rei. È un luogo dove mi sento libero da ogni pensiero. Questa è la mia casa, questo è il luogo dove mi si può trovare quando il mare è in tempesta, è lo spazio che non smetterò mai di scoprire. Stiamo parlando di circa 20 km di spiaggia, ogni km cambia forma, colori e cambia la forma delle rocce.

È il mare che guardo oggi, tanto vento, onde, ma non tanto alte, ma costruiscono sempre belle figure geometriche, ognuna di essa è diversa, mai una simile, mai lo stesso movimento, vorrei racchiuderle tutte nel mio catalogo, ma è tempo che guardi l’infinita distesa di sabbia che si alza per appiattire la spiaggia. In inverno troviamo ancora i chioschi dell’estate scorsa, già pronti per quella che arriverà. Mi riparo in uno di questi per osservare il mare da lontano per poi riavvicinarmi, e più mi avvicino, più l’odore del sale arriva alle mie narici.

Arrivo al bagnasciuga, sentendomi, quasi, come l’unico essere umano ad ammirare uno spettacolo simile ed il suo cielo che si trattiene in quella distesa infinita di blu in movimento.

Vado via portando rispetto a quella natura che oggi mi ha fatto compagnia, cambierà forma di giorno in giorno, ma mai nello stesso identico modo di come la storia di oggi ha portato quelle forme e quei rumori che non dimenticherò facilmente.